Street Fighter EX Plus Alpha – Recensione Picchiaduro

Lo Street Fighter 3D si attiene al modello della saga imprimendo qualcosa di suo, seppur privo di impatto visivo definito nel suo perpetuo sparare di hadouken, shoryuken e qualcosuken, come se non fossimo in visibilio già con Zero 2, appena uscito, che era arte picchiaduristica in movimento. Ma Arika ci prova a suon di spintoni e poligoni, e in alcune materie prende pure la sufficienza.

Figura abbastanza misteriosa quella di Akira “Nin Nin” Nishitani, che da una parte non perdeva occasione con la sua impassibile espressione di raccontare qualche aneddoto sulla creazione di Final Fight e Street Fighter II, mentre dall’altra il suo apporto allo studio da lui fondato in anagramma a suo nome (Arika) rimarrà abbastanza nebuloso. Fa riflettere il fatto che il co-creatore di nientemeno che di Street Fighter II, si sia limitato dopo quel fatidico 1995 (furono in molti a lasciare Capcom quell’anno) a dirigere un’azienda dall’alto della sua poltrona di CEO, senza chissà quale rilevante contributo creativo. Ciò potrebbe essere vista come un’ennesima prova della forza del gruppo Capcom dell’epoca d’oro: Yoshiki Okamoto, Noritaka Funamizu, Akira Yasuda, un vero e proprio dream team che sfornò un capolavoro dietro l’altro divenuti oggi classici senza tempo e di cui Nishitani non ne era che un membro, per quanto importante. Non c’era lo Yu Suzuki, non c’era lo Shigeru Miyamoto, c’era semplicemente un gruppo fantastico. Questo non sminuisce ovviamente la figura di Nishitani, capace di passare dagli shumps ai beat’em up con estrema naturalezza, prima di salutare la casa madre e fondare la sua compagnia, forse già stanco dell’eccessivo revisionismo di Capcom nei confronti dei suoi franchise di punta, e attratto piuttosto dal nascente mercato della grafica tridimensionale.

Ci piace però immaginare la faccia di coloro che lasciarono il colosso nipponico per realizzare qualcosa di nuovo, per poi sentirsi dire da Nishitani “ok dobbiamo fare uno Street Fighter”.

L’ombra di Capcom è vigente, Arika per farsi conoscere ha bisogno di un nome forte e far cassa prima di buttarsi su qualche nuovo progetto: ecco quindi l’idea di uno Street Fighter in 3D, una bella gatta da pelare e che, inevitabilmente, attirò le attenzioni su di sé e una fanbase già pronta con i forconi, in caso di disastro. Con il working title “Street Fighter Gaiden” (titolo che solitamente si dà ai capitoli fuori serie), Arika molto intelligentemente si cautela conferendo al suo Street Fighter un aspetto sì poligonale, ma caratterizzato da un gameplay ancorato alle due dimensioni, con i personaggi che si muovono su un’unica asse, dando solo l’illusione di trovarsi in un ambiente tridimensionale. Street Fighter EX risulta così immediatamente familiare, grazie al mantenimento dei moveset dei personaggi storici e al cauto conservazionismo di quelli inediti, che non osano più di tanto in fattore di design, se si esclude giusto Skullomania.
Sul roster della serie EX vi sono varie filosofie di pensiero, tra chi li vorrebbe rivedere nella serie madre e chi al contrario li aborra, ma è innegabile che tra alcuni design vagamente riusciti (Garuda, Hokuto, il citato Skullomania) vi si nascondano figuri, come Allen, Darun e Kairi, totalmente privi di carisma e qualsivoglia interesse. L’innesto di una selezione di alcuni dei più amati personaggi di SF2 come Ryu, Ken, Chun-Li, Akuma, Zangief e Guile, a cui si aggiungeranno Dhalsim e Sakura nella versione Plus Alpha, rende la scelta dei lottatori decisamente più intrigante, e gli artwork del bravo Shinya “Edayan” Edaki, qui al suo debutto in uno Street Fighter come main illustrator, ci danno un assaggio dello stile che vedremo in Rival Schools e Ace Attorney.
Street Fighter EX introduce comunque alcune meccaniche peculiari, tra le quali spicca una mossa spacca-difesa (Guard Break) a disposizione di ogni personaggio che, al costo di 1/3 della barra Super, lascia stordito l’avversario per qualche secondo. Risulta altresì interessante la possibilità di concatenare mosse regolari con Special, oppure una Super Combo con un’altra Super Combo (Momentary Combo) previa cancellazione della prima mossa tramite la pressione di uno dei tasti assegnati al calcio, andando così ad imprimere un discreto quantitativo di danno.

In grafiche l’opera prima di Arika elargisce cubettosità, mostrando nel polygon count tutti i suoi anni, tuttavia si deve dire che come primo esperimento di “2.5D”, SF4 ante-litteram, EX si difende discretamente rispetto ai canoni del tempo. Certo è meglio di un Toshinden a caso, anche se i fondali sono carta da parati.

Purtroppo ciò che va perdendosi nel passaggio alle tre dimensioni è la velocità di manovra e di conseguenza quella frenesia degli scontri tipica della serie, solo lontanamente comparabile a quella avvisabile nella serie Zero/Alpha. Da Tekken 2, che dominava sia in sala che su console, i ragazzi di Arika prelevano il peggio, ossia quei “salti lunari” tipici dei picchiaduro 3D di quel periodo, alquanto ridicoli, e oggi praticamente scomparsi. La situazione peggiora drasticamente nelle versioni PAL di Street Fighter EX Plus Alpha, che appesantisce ulteriormente il gameplay, ma non aspettatevi miracoli neanche dal segnale NTSC, i personaggi trasmettono comunque una sensazione di pesantezza e al contempo paiono imbottiti di elio nel momento in cui si sollevano dal suolo, aspetti per cui il titolo Arika non entrerà mai del tutto nelle simpatie della fanbase Capcom. A poco serve quindi un’ottima soundrack ad opera del trio Shinji Hosoe, Takayuki Aihara e Ayako Saso il quale, impossibilitato all’utilizzo delle tracce storiche, confeziona comunque un campionario di brani gradevoli, tra cui spiccano in particolare Precious Heart e Strange Sunset. Street Fighter EX non imprime, ma il pubblico risponde e il prevedibile sequel sarà messo in cantiere.

Twinkle

Nato nel 1986 tra le braccia di papà Commodore64 e mamma Amiga, approda alle console con il Sega Megadrive per poi unirsi anni dopo alla rivoluzione Sony, senza però mai dimenticare le sue radici di sangue blu e con un occhio sempre vigile sul mondo Nintendo. Costantemente alla ricerca di nuovi e vecchi stimoli, i picchiaduro, che siano a due o tre dimensioni, non sono che una delle tante (troppe) passioni coltivate negli anni. Nel 2010 fonda e fa crescere insieme ad una manciata di individui l'odierna realtà internettiana di Fighting Side, piccolo ma affiatato covo di anime sperdute con un approccio spensierato alla loro passione. Volendo lo si trova anche a scrivere articoli su AnimeClick.it

More Posts

Street Fighter EX Plus Alpha

Street Fighter EX Plus Alpha
7.36

GRAFICA

7/10

    SONORO

    8/10

      TECNICA

      7/10

        CARISMA

        7/10

          INNOVAZIONE

          7/10

            OK

            • Checché se ne dica, è uno Street Fighter in piena regola
            • Buon roster
            • Discreta soundtrack

            KO

            • Manca della frenesia dei capitoli 2D
            • Alcuni personaggi nuovi scialbi