Kizuna Encounter: Super Tag Battle | Recensione Picchiaduro

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Quella di Savage Reign pareva una saga nata già morta: sistema di combattimento poco interessante, personaggi orribili, concorrenza spietata. Eppure SNK se ne uscì con un seguito, tal Fūun Super Tag Battle, il quale si merita di diritto il premio di miglior sequel del 1996 per esser riuscito a trasformare una totale chiavica in uno dei fighting game più accattivanti del panorama Neo Geo.

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Con una sorprendente contemporaneità all’X-Men vs. Street Fighter della rivale Capcom, SNK inaugura con Kizuna Encounter il tag battle, in quello che sembra una sorta di esperimento su una serie che di certo non poteva essere rovinata più di tanto, eppure la formula è inaspettatamente vincente.

A differenza di quanto visto in X-Men vs Street Fighter e in qualunque altro picchiaduro simile, il tag di Kizuna Encounter prende spunto a modo suo dai giochi di wrestilng, cosicché è possibile darsi il cambio con il proprio partner solo in determinate zone dell’arena (contraddistinte da dei quadrati blu e rossi sul terreno). Tale scelta che appare inizialmente una inutile limitazione, in realtà avvalora il titolo SNK di nuovi approcci alla lotta, o altresì meglio dette “bastardate”, ovverosia cercando di evitare che il proprio avversario si diriga verso la sua tag zone, nel momento in cui questo ne sente il bisogno. La tensione in Kizuna Encounter è un continuo crescendo dato che il K.O. diviene inesorabile con la sconfitta di uno solo dei lottatori, e non di entrambi (come avviene per esempio in X-Men vs Street Fighter), idea che sarà poi implementata nel futuro Tekken Tag Tournament.

Per favorire il movimento e l’uscita da un angolo viene prelevata la mossa evasiva di Samurai Shodown III (A+B) mentre il vecchio sistema della pressione dei tasti per determinare la forza degli attacchi è ora sostituito da un metodo che consiste nell’affiancare al colpo la direzione in avanti, così da far partire delle chain combo (esempio colpo debole>colpo forte>arma) sorprendentemente lunghe e intuitive.

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Uno dei noti difetti di Savage Reign consisteva senza dubbio nella sua selezione di lottatori, priva di personalità di spicco e personaggi anche solo lontanamente interessanti. Kizuna Encounter cerca di porvi rimedio cestinando senza rimorsi due tra i peggiori (l’orrenda Carol Stanzack e Nicola Zaza) e inserendo due nuovi protagonisti: Kim Sue II e Rosa. Il primo scimmiotta Kim Kaphwan, nello stile (taekwondo) come nell’estetica (infatti ne viene considerato un discendente), ma con l’aggiunta di un bastone a rendere il suo stile ancora più letale e spettacolare. La seconda è la sua partner diciannovenne armata di katana, cazzutissima capo del gruppo di ribelli che si oppone a King Lion. Entrambe le new entry riscontrano immediatamente i favori del pubblico, sono facili da utilizzare, forti, carismatici, venne naturale per la maggior parte dei giocatori scegliere loro come coppia di eroi, con tutti gli altri relegati a brutti avversari da battere (incluso il povero ed ex protagonista Hayate). Ad essi si aggiunge il nuovo boss finale, Jyazu, che farà una sua apparizione come mid-boss anche in The King of Fighters XI.

Anche dal punto di vista puramente scenografico Kizuna Encounter compie un netto passo avanti: gli stage più variegati e giocherelloni del precedente capitolo lasciano qui il posto ad una ambientazione urbana decadente e oscura, a tratti post-apocalittica, di certo più coerente e affascinante. La soundtrack, quasi del tutto rinnovata, si comporta di conseguenza ed è mediamente di buon livello, giovando di una sua versione arrangiata anni dopo in occasione del rilascio su PlayStation 2 della collection Fūun Super Combo. Kizuna Encounter non uscì infatti su Neo Geo CD e non si segnalano altre versioni console, se non una pubblicazione sulla Virtual Console del Wii nel 2011, ma solo per gli utenti giapponesi.

La cartuccia AES è notoriamente considerata come una delle più rare, se non la più rara di sempre, con valutazioni che toccano svariate migliaia di euro. Per quanto nessun picchiaduro possa dire di valere così tanto, Kizuna Encounter è un perfetto esempio di sequel che migliora l’originale sotto ogni aspetto, divertente da giocare e ben realizzato, che si è quindi meritatamente conquistato un piccolo posto di fiducia nella cartella rom degli appassionati Neo Geo e non solo.

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Twinkle

Nato nel 1986 tra le braccia di papà Commodore64 e mamma Amiga, approda alle console con il Sega Megadrive per poi unirsi anni dopo alla rivoluzione Sony, senza però mai dimenticare le sue radici di sangue blu e con un occhio sempre vigile sul mondo Nintendo. Costantemente alla ricerca di nuovi e vecchi stimoli, i picchiaduro, che siano a due o tre dimensioni, non sono che una delle tante (troppe) passioni coltivate negli anni. Nel 2010 fonda e fa crescere insieme ad una manciata di individui l'odierna realtà internettiana di Fighting Side, piccolo ma affiatato covo di anime sperdute con un approccio spensierato alla loro passione. Volendo lo si trova anche a scrivere articoli su AnimeClick.it

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Kizuna Encounter

Kizuna Encounter
7.86

GRAFICA

8/10

    SONORO

    7/10

      TECNICA

      8/10

        CARISMA

        8/10

          INNOVAZIONE

          8/10

            OK

            • Gameplay migliorato e divertente combattimento tag
            • I due nuovi protagonisti
            • Pregevole scenografia urbana

            KO

            • Alcuni buzzurri di Savage Reign
            • Boss finale molto forte